Il gelato piace proprio a tutti e ho sempre biasimato chi, con aria trionfante, mi confessava: “a me il gelato non piace”.
Ecco a te non piace o meglio, per alcuni anni, non hai proprio voluto assaggiarlo.
Ricordo che la tua linguetta si avvicinava al cucchiaino ma subito, come le antenne della chiocciola quando tenti di toccarle, si ritraeva dentro la bocca, rapida come un baleno.
Un bel giorno, il miracolo: anche tu hai chiesto un gelato! Sì non sto scherzando, un gelato tutto per te, al fiordilatte.
Da quel momento, ho assaporato anche io quello che assapora una mamma comune, con un figlio comune, con gusti comuni.
Non per molto.
Ovviamente accettavi di mangiare solo un gusto e, di lì a poco, anche quell’unico gusto iniziò ad avere i suoi problemi.
Sì, perché almeno una volta su due, nel gelato al fiordilatte vedevi dei puntini.
Non saprei descriverli perché non li ho mai visti, per lo meno ad occhio nudo; forse, con una lente d’ingrandimento o meglio, con un microscopio, avrei potuto tentare di individuarli.
Questo il motivo per cui oggi, quando ti porto in gelateria, cerco di farti aspettare fuori così almeno la tua esclamazione “Ci sono i puntini” non verrà sentita dal gelataio di turno e non dovrò assistere alla metamorfosi del suo sorriso compiaciuto, in una smorfia indispettita.
FdM